Ebbene sì, Rondo, da solo, ha messo fine alla sua streak.
Già proprio così, Rajon era probabilmente l’ostacolo più grande per se stesso nella rincorsa a Magic Johnson nel record di partite consecutive con almeno 10 assist.
La sua rincorsa, iniziata l’11 marzo di quest’anno, si è fermata la scorsa notte durante la partita con i Brooklyn Nets a Boston quando mancavano 29.5 secondi alla fine del primo tempo, quando dopo uno scontro di gioco fra Kevin Garnett e Kris Humphries, Rondo si lanciato sul centro dei Nets mettendogli le mani in faccia, certo Humphris non ha fatto un bel fallo su KG, probabimente punibile con un flagrant 1, e scatenando una vera e propria rissa che ha visto coinvolto praticamente tutti i quintetti in campo.
Il risultato ?
Tecnico per Humphies, che avendone preso un altro nell’ultima azione è stato espulso dalla partita, stessa sorte è toccata a Gerald Wallace espulso per secondo tecnico, invece Rajon Rondo è stato espulso direttamente dalla partita, mettendo fine così, nel modo peggiore possibile e con solo 3 assist effettuati, alla sua streak che si è fermata a quota 37 partite consecutive con più di 10 assist, andando ad occupare la seconda posizione in comproprietà con una leggenda della NBA e all-time assist leader come John Stockton.
Mickael Pietrus è l’ultimo free agent di buon calibro rimasto sul mercato.
L’ex Boston Celtics sembra sia letteralmente assediato di offerte, alla quali si dovrebbero essere aggiunte in settimana quelle dei Golden State Warriors, squadra con cui ha iniziato la carriera NBA e dei Los Angles Lakers, che lo vedrebbero come innesto perfetto nel loro secondo quintetto.
Sulle tracce del francese, però sembrano esserci da diverso tempo e con una volontà di chiudere molto alta, anche e soprattutto perché potrebbe rivelarsi una operazione economicamente molto vantaggiosa, sia i Milwaukee Bucks sia i Minnesota Timberwolves, con i primi in deciso vantaggio che contano di chiudere nelle prime settimane di dicembre, i Lakers stanno alla finestra a guardare, pronti ad approfittarne se qualcosa dovesse andare storto
La streak di Rajon Rondo, iniziata a marzo di quest'anno, di almeno 10 assist per partita rimane viva e continua la ascesa, nella partita contro gli Orlando Magic il playmaker dei Boston Celtics ottiene 16 assist, prolungando la sua striscia di +10 assist a partita a 37, pareggiando così il mitico, John Stockton, all-time leader con 15.806 assist.
Nel suo mirino c’è ormai Magic Johnson con le sue 46 partite di fila con almeno 10 assist per partita leader di questa particolare striscia, lontano ormai solo 9 partite.
Son bastate 12 partite di regular season per far dimenticare a Charlotte la scorsa annata.
Con la vittoria di ieri contro i Washington Wizards, in una tiratissima partita finita con un doppio overtime, i Bobcats pareggiano il numero di vittorie ottenute nell’intera stagione scorsa cioè 7 (7-5 il record attuale), lo scorso anno lo score finale è stato di 7-59 con la peggior percentuale di sempre di vittorie (.106) mai ottenuta nella storia della NBA.
Ma qual è il motivo del riscatto dei Charlotte Bobcats?
Sicuramente molto merito va a coach Mike Dunlap che ha portato il suo stile “uptempo” tipico dei college americani e della NCAA, stile che calza come un vestito perfetto a Michael Kidd-Gilchrist, rookie seconda scelta assoluta dell’ultimo draft che con i suoi 11.7 punti e 6.9 rimbalzi a partita fornisce un solido contributo, anche l’altro rookie della franchigia Jeffery Taylor, 31esima scelta al draft, sta iniziando a ritagliarsi spazio con solide performance dal campo, contribuendo con punti in doppia cifra.
Uno dei giocatori che è migliorato significativamente di più è Byron Mullens, centro di 2.13m che sta diventando una macchina da 3pts, ne ha realizzati 19 per ora in stagione, 5 solo nella notte con per il season high di 27punti, la sua esplosione sta togliendo minuti nella rotazione a Bismark Biyombo, che è stato il titolare della posizione di PF/C della scorsa stagione.
Poi gli innesti di Brendan Haywood, Ben Gordon e di Ramon Session non hanno fatto che bene.
I dubbi maggiori erano sicuramente sul possibile dualismo Kemba Walker/Ramon Session, il playmaker da UCONN è stata, l’anno scorso, una delle poche note positive durante la stagione, tenendo una media di 12.1 punti e 4.4 assist a partita, giocando quasi interamente ciascuna partita. Con l’acquisizione di Session molti pensavano ad un possibile declassamento di Kemba, invece il duo sta lavorando decisamente bene insieme (Walker 18ppp e 6app Session 17.2ppp e 4.4apg), con Session che è diventato il “go-to guy” per gli ultimi secondi di partita e Walker pronto a realizzare.
Siamo solo a fine novembre, ma per i Bobcats la stagione del riscatto è partita decisamente bene, dalla franchigia si è sempre dichiarato di voler iniziare la ricostruzione in questa stagione e di non puntare ai playoff, ma mai dire mai.
Jack Taylor, probabilmente il suo nome vi dirà poco o nulla, ma questo ragazzo del ‘90 ha compiuto una prestazione mostruosa.
Nella partita fra Grinnell College e Faith Baptist Bible, finita 179-104, di division III della NCAA, Taylor ha segnato il nuovo record NCAA di punti segnati per partita con ben 138 punti segnati nei 36 minuti giocati con 52 canestri realizzati di cui 27 triple sui 108 tentati, tenendo un’impossibile media di 3 tiri al minuto. Ovviamente il record ha offuscato i 56 canestri sbagliati dal ragazzo che ha fine partita ha commentato alla stampa “Sembrava che ogni palla tirassi finisse dentro”.
Il vecchio record NCAA di punti in una sola partita risaliva al lontano 1954 e lo deteneva Bevo Francis da Hillsdale.